Aromaterapia : oli essenziali per ogni esigenza

oli-essenzialiL’aromaterapia consiste nell’impiego di oli essenziali estratti dalle piante per ottenere effetti benefici per la mente e il corpo. L’aromaterapia è una delle tante pratiche previste in fitoterapia e ha origini antichissime.
Ecco l’elenco di alcuni degli oli essenziali più diffusi in ambito dell’aroma terapia; leggete gli effetti attesi per decidere con quale olio essenziale profumare un ambiente domestico o usarlo durante una doccia calda, una sauna o un momento di relax dedicato appositamente all’aromaterapia.

Le Essenze :

Menta
Può essere usata per stimolare il proprio intelletto, utile nella sala-studio. Stimola, motiva e ci attiva. L’odore della menta sarebbe in grado di potenziare le nostre capacità di apprendimento predisponendo la nostra mente all’ottimismo.
Pompelmo
E’ un tonico per eccellenza, ottimo nei periodi di scarsa energia sia fisica, sia mentale. Nonostante le sue proprietà stimolanti, l’olio essenziale di pompelmo è usato soprattutto per rafforzare il sistema immunitario in modo naturale.
Cannella
Perfetto per l’aromaterapia in camera da letto: crea un’atmosfera intima e accogliente, riesce a riequilibrare la circolazione e può essere usata per massaggi dal retrogusto afrodisiaco.
Rosmarino Ha proprietà simili a quelle della menta; oltre a migliorare la concentrazione aiuta la memoria, allevia il nervosismo e placa l’ansia.
Lavanda
Perfetto per l’aromaterapia durante un bagno caldo o mentre facciamo la doccia alla sera. Calma, rilassa e allevia le tensioni.
Limone
L’olio essenziale di limone può essere usato in ambiente domestico per caricare gli abitanti di energia.

N.B.: gli oli essenziali non vanno mai disciolti in acqua, quindi non aggiungeteli all’acqua della vasca da bagno ma diluiteli in olio o in alcol così come previsto per l’aromaterapia.

Aromaterapia e oli essenziali: l’efficacia dei trattamenti

images-5In aromaterapia è la qualità degli oli essenziali a determinare il successo di una preparazione.Quando scegliete un olio essenziale prestate attenzione al processo di produzione, dalla raccolta delle piante fino alla successiva distillazione. I principi attivi degli oli essenziali vengono conservati solo se il processo produttivo è seguito con estrema attenzione così da rispettare le caratteristiche di ogni pianta.

Gli oli essenziali di qualità, in aromaterapia, possono essere considerati dei veri e propri rimedi naturali efficaci. Talvolta, l’apparente poca efficacia degli oli essenziali è dovuta non a una reale inutilità del trattamento ma a qualche errore nel processo produttivo dell’olio. Per ottenere buoni risultati mediante l’impiego di oli essenziali in aromaterapia, è bene mantenere una certa costanza nei trattamenti. Gli esperti di settore ci spiegano che il nostro corpo presenta un certo grado di “intossicazione” che non ci permette di sentire fin da subito gli effetti benefici degli oli essenziali, anche se i principi attivi lavorano dentro di noi. Un altro fattore da ricordare, quando si parla dell’efficacia dell’aromaterapia e oli essenziali, è che ognuno di noi ha una propria “specificità” e quindi può reagire in modi diverso ai preparati.

Il Girasole : un fiore bello e utile

Di solito le belle giornate di sole mettono allegria. Non c’è da meravigliarsi perciò se in ogni parte del mondo ci si sente allegri alla vista del fiore che deve il suo nome al sole: il girasole. Osservare anche solo un ridente girasole può sollevare il morale. Quanto più un intero campo sfolgorante di giallo!

Sapete come ha fatto questo bel fiore a diventare così popolare? Si volge davvero verso il sole? Inoltre è veramente utile?girasole2

Ha fatto il giro del mondo

Il girasole è originario della zona che si estendeva dall’America Centrale a quello che ora è il Canada meridionale, dove veniva coltivato dagli indiani. Dopo aver solcato l’Atlantico con gli esploratori spagnoli nel 1510, si diffuse rapidamente in tutta l’Europa occidentale. Inizialmente il girasole veniva piantato solo per abbellire orti botanici e giardini privati, ma
verso la metà del XVIII secolo i suoi semi cominciarono a essere considerati una squisitezza. All’epoca se ne utilizzavano anche le foglie e i fiori per preparare un tè contro la febbre.

Gira col sole

girasoliIl girasole si volge davvero verso il sole? Sì! Sia le foglie che i fiori sono eliotropici, cioè si orientano in reazione agli stimoli luminosi. La pianta accumula auxina, un fitormone che ne regola la crescita. L’auxina si accumula sul lato in ombra e fa sì che il fusto si pieghi verso la luce. Dopo la fioritura, però, i fiori non sono più eliotropici ma generalmente rimangono volti verso est.

Il suo nome latino, Helianthus annuus, deriva dalle parole greche che significano “sole” e “fiore” e dall’aggettivo latino che significa “annuale”. Il girasole di solito raggiunge i due metri di altezza, ma alcune specie giganti crescono anche più del doppio. Il fusto robusto e le foglie verdi e ruvide sono coronate da un grande fiore rotondo dai petali giallo brillante. La parte centrale di un girasole può avere un diametro che va dai 5 ai 50 centimetri e può produrre dai 100 agli 8.000 semi.

Importante dal punto di vista economico e alimentare

Oggi il girasole è coltivato soprattutto per i semi da cui si estrae l’eccellente olio. L’olio di girasole è usato per cucinare, nei condimenti per insalate e nella produzione di margarina. I semi hanno un alto valore nutrizionale e contengono dal 18 al 22 per cento di proteine e di altre sostanze nutritive.girasole con ape

A molti piace sgranocchiare i semi di girasole leggermente tostati e salati. La farina ricavata dai semi è usata come additivo per fare pane e dolci cotti al forno. L’olio di girasole è usato inoltre negli shampoo, nei balsami per le labbra, nelle creme per le mani, nelle lozioni per il corpo e nei prodotti per la cura dei bambini.  I semi di girasole sono pure impiegati come mangime per uccelli e altri animaletti.

Un campo di girasoli è un paradiso per le api: da una superficie di un ettaro coltivata a girasoli è possibile ottenere dai 25 ai 50 chilogrammi di miele. Una volta finito il periodo della raccolta dei fiori, i gambi che restano contengono dal 43 al 48 per cento di cellulosa. Questa viene utilizzata per fabbricare carta e altri prodotti. Ciò che rimane del girasole si può usare come foraggio da immagazzinare nei silos o come fertilizzante.

Senza dubbio il girasole si è dimostrato un dono prezioso per l’umanità. La sua bellezza ha ispirato opere d’arte come il dipinto “I girasoli” di Vincent van Gogh. Ovunque cresca, il girasole sembra irradiare la luce del sole nelle nostre case e nei giardini.

Luce: un bisogno primordiale

L’utilizzo della luce del giorno aumenta la sensazione di benessere e l’efficienza, riducendo i costi energetici in modo consistente.

Tutti noi abbiamo bisogno della luce del giorno in quantità sufficiente. Sia il cambio delle stagioni ed anche i diversi orari giornalieri portano ai cambiamenti necessari, che ci danno nuove percezioni e pertanto anche la salute psichica e fisica. L’influenza positiva della luce del giorno su benessere e l’ efficienza è stata studiata approfonditamente solamente dagli anni 90, per questa ragione la luce del giorno fino ad allora è stata tralasciata e sottovalutata nella pianificazione degli edifici. Oggi però degli studi dimostrano, che le persone che sul loro posto di lavoro hanno troppo poca luce del giorno, spesso lamentano di diversi malesseri. Nei bambini che giorno dopo giorno studiano e vivono in classi illuminate artificialmente sono state constatati maggiormente dei disturbi psicomotori. La luce del giorno guida numerosi processi biologici, psicologici e fisici delle persone. Ne abbiamo bisogno per poter essere sani, attivi e di buon umore.

La luce del giorno come componente importante nella pianificazione delle nostre giornate.

green_light_bulbSfruttare la luce del giorno in modo ottimale è indispensabile nella gestione di ogni edificio perché permette di risparmiare energia elettrica ed è a disposizione, senza alcun costo, in modo più o meno intenso, a seconda della stagione dell’anno. In ufficio, il fabbisogno di corrente per la luce artificiale e per la climatizzazione è il principale centro di costo. Usando la luce del giorno in modo razionale, si possono risparmiare 50% – 80% dei costi di corrente per l’illuminazione.

E quando la luce naturale non basta? Usiamo il LED

La varietà di colori, la compattezza e la flessibilità dei moduli LED assicurano ampie possibilità creative nel design applicato a soluzione innovative. Il ridotto consumo di energia elettrica e la lunga durata con la conseguente minima necessità di manutenzione, consentono di realizzare applicazioni interessanti sul piano dell’economia di esercizio.

Elevatissimo risparmio energetico: oltre ai consumi ridottissimi, colpisce la lunga durata di vita di una sorgente LED che raggiunge le 50mila ore. Va precisato che questi dati diventano realtà solo se la qualità degli apparecchi che montano i LED e le condizioni dell’impianto lo consentono. Certamente il LED per la sua stessa natura è la luce più intelligente, ossia più modulabile secondo le esigenze reali di chi la usa.   Negli uffici i LED sono entrati soprattutto per illuminazioni decorative, ma i nuovi LED bianchi sono ormai soluzioni d’avanguardia per tutti gli ambienti di lavoro. Inoltre, le particolari caratteristiche dei LED, come l’assenza di raggi UV e l’alta resa del colore, possono offrire grandi vantaggi in situazioni particolari: pensiamo, ad esempio, all’industria alimentare o elettronica.

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Umidità ed aria impura: l’impatto sulla salute

Il tasso di umidità e la qualità dell’aria all’interno della vostra abitazione sono elementi che influenzano il confort e la salute della famiglia. L’eccesso di umidità generato dalla condensa, dalla risalita capillare, dalle infiltrazioni, dai muri umidi, dalla presenza della muffa, degli acari ed altri parassiti possono causare delle infezioni respiratorie gravi. Sono le persone più deboli (bambini, adolescenti, persone anziane) che saranno soggette ai primi sintomi.

Una ricerca sulla correlazione esistente tra le condizioni di umidità presente nelle abitazioni e la patologia dell’asma negli adolescenti ha rilevato che su 134 pazienti aventi asma, bronchite asmatica o bronchite cronica, il 5% risiedeva in abitazioni molto secche, il 17% in abitazioni secche, ed il restante 78% in abitazioni umide. Ulteriori verifiche hanno rilevato che su 103 pazienti affetti da rinite cronica, il 4% viveva in abitazioni eccessimanete secche, il 13% in abitazioni secche e l’83% in abitazioni umide.

ALLERGIE RESPIRATORIE
bessuLe allergie respiratorie sono causate da sostanze allergene: micotossine e spore prodotte dalle muffe, allergeni contenuti nello sterco degli acari, emissioni tossiche causate dal degrado chimico di alcuni materiali edili attaccati dall’umidità. Un francese su 5 è un soggetto allergico e un’allergia su due è di tipo respiratorio. La reazione allergica si manifesta con una rinite (naso tappato, congiuntivite, raffreddore) o una tosse che precede la comparsa dell’asma.

RINITE
La rinite allergica (cronica) si manifesta con infiammazione e congestione delle vie nasali, irritazione oculare, tosse, stanchezza e mal di testa. La rinite stagionale è provocata dal polline; quella permanente è causata da un ambiente troppo umido e mal areato, presenza degli acari, peli di animali e muffe.

ASMA
L’asma è una malattia allergica che si manifesta con intensa respirazione e sensazione di soffocamento. Le statistiche dimostrano che il 20% della popolazione francese soffre di asma. In alcune regioni, dal 65 al 90% dei casi di asma in ragazzi e adolescenti sono causate dalla presenza di acari della polvere in casa e dal cattivo isolamento delle abitazioni.

CONGIUNTIVITE
La congiuntivite è il risultato di un’infiammazione della membrana sotto la palpebra e della cornea. È diagnosticata con certezza alzando la palpebra e verificandone il colore rosso e infiammato. Altro problema è la cheratite che causa un’infiammazione della cornea. Tali patologie possono avere origine ereditaria, tuttavia l’ambiente in cui si vive ha un ruolo predominante: gli acari presenti in casa, nonché le muffe e gli scarafaggi sono una causa molto importante, oltre all’inquinamento.
È stato dimostrato che, purificando l’ambiente di un bimbo dalla sua nascita, il 50% del rischio allergico può essere evitato. I gesti per prevenire sono semplici: eliminare la moquette, ventilare ed arieggiare gli ambienti, diminuire l’umidità dove proliferano i batteri.

ACARI
Si tratta di animali di piccole dimensioni (da meno di un mm fino a 3 cm di lunghezza); comprendono numerose specie parassite temporanee o permanenti di animali e vegetali, responsabili di infestazioni denominate acariasi. Gli acari vivono in ambienti caldi, umidi e mal ventilati, nascosti nei tappeti, nei tessili, nei peluche. Conosciuti come acari della polvere della casa, si nutrono di squame, pelle morta, capelli, peli, briciole e muffa. La loro riproduzione è molto rapida, specialmente in primavera e in autunno: alla temperatura di 26-30°C e con un tasso di umidità del 75-80%, una femmina di acaro deposita circa 25-30 uova ogni 3 settimane. È importante capire che in un grammo di polvere a terra ci sono 3 acari in ambienti secchi e 83 in ambienti umidi. Un solo grammo di polvere può contenere fino a 1.500 acari: immaginatevi in proporzione quanti acari ci sono in casa!!! Urge un trattamento.

La salute della vostra casa è la salute della vostra famiglia! Tutte queste malattie respiratorie sono l’effetto indesiderato di un eccesso di umidità in casa. Se viene ignorato, ogni problema di umidità può diventare un problema incontrollabile e irreversibile. E’ necessario effettuare una diagnosi meticolosa della vostra abitazione, fin dalla prima manifestazione di uno di questi disturbi.Trattare la vostra casa significa eliminare i rischi di malattie respiratorie!

Come avere aria pulita in casa: l’importanza per la salute

L’EPA (Ente Statunitense di Protezione Ambientale) ha sentenziato che l’aria delle nostre abitazioni risulta, nella maggior parte dei casi, più inquinata di quella delle nostre città. La causa è imputabile ai Cov, composti organici volatili, che vengono emessi da vernici, profumi, deodoranti oltre che da muffe, acari, gas ecc.

La soluzione, per tutti, è di areare spesso gli ambienti dove soggiorniamo e soprattutto dove dormiamo seguendo delle semplici ma importantissime regole, non solo nei mesi più caldi che invogliano ad aprire le finestre ma anche in inverno, in presenza di temperature rigide. Ma come fare se questo fa abbassare/aumetare la temperatura delle nostre case e fa schizzare la nostra bolletta? Come si può garantire un ricircolo di aria per garantire la nostra salute?Aria pulita in casa: l'importanza per la salute

D’inverno il pericolo maggiore arriva dai materassi, cuscini, coperte, libri, tappeti in particolar modo se l’umidità dell’ambiente si assesta sui 65-80% e la temperatura tra 20 e 25°. In queste condizioni gli acari proliferano dando origine a reazioni allergiche che possono passare dall’asma a crisi di asma.

L’ideale sarebbe esporre materassi, cuscini, peluches ai raggi diretti del sole che hanno potere disinfettante. In alternativa, una volta a settimana, è il caso di passarli con l’aspirapolvere e lavare la biancheria a temperature elevate.

I rischi maggiori si verificano maggiormente quando accendiamo il riscaldamento.

Come depurare l’aria – un supporto dalla natura

Volete un modo semplice per depurare l’aria di casa? Adottate una pianta capace di rimuovere polline, batteri, muffe, polvere e altre sostanze nocive. Ecco le migliori:

GARDEN MUM: questa pianta, facile da coltivare, è stata adottata perfino dalla NASA perchè capace di rimuovere benzene, formaldeide, xilene. E’ bella da vedere ed anche economica.

SPIDER PLANT: si tratta di una pianta adatta a chiunque, anche a chi ha poca dimestichezza di giardinaggio. Purifica l’ambiente e regala allegria.

DRACAENA: di dracaena esistono infinite varietà ma tutte sono capaci di eliminare il benzene, la formaldeide, il tricloroetilene, lo xilene. Considerate però che si tratta di una pianta tossica per cani e gatti.

IL FICUS: il ficus è una pianta che, per natura, tende a diventare molto grande ed è capace di rimuovere efficacemente il benzene, il tricloroetilene, la formaldeide.

SPATHIPHYLLUM: è una pianta che produce bellissimi fiori, capace di rimuovere dall’ambiente domestico il benzene, la formaldeide, lo xilene.

IL BAMBOO: nessuna pianta funziona contro la formaldeide come il bamboo.

LA FELCE: si tratta di una pianta che preferisce la luce indiretta; la stanza della casa ideale dove posizionarla è decisamente il bagno per via dell’umidità.

L’ALOE VERA: non solo l’aloe fa bene alla salute, se assunto in piccolissime quantità, ma riesce a pulire l’aria dei nostri ambienti in modo stupefacente.

I vetri non hanno più aloni per voi ;)

Pulire le finestre è uno di quei lavori che richiedono tempo e dedizione. Scegliendo gli attrezzi e le tecniche giuste, questo compito può essere svolto più rapidamente e produrre migliori risultati.

Pulire la Parte Esterna
glasscleanMetti insieme tutta la tua attrezzatura. Assicurati di avere tutto il necessario a portata di mano, per evitare di passare tutta la giornata a pulire.  Riempi un secchio o un lavello con acqua calda. Aggiungi una piccola quantità del detergente di tua scelta.
Rimuovi eventuali ragnatele con una vecchia scopa o con un vecchio straccio. Rimuovi polvere o sporco in eccesso dall’esterno delle finestre con una pompa dell’acqua. Sciacqua una finestra alla volta in modo da non creare macchie di calcare.Pulisci i telai delle finestre con una spugna bagnata (evitando il lato abrasivo). Immergi la spugna nel secchio pieno d’acqua. Inizia a pulire i vetri seguendo uno dei seguenti metodi:
Inizia dalla parte superiore sinistra e fai dei movimenti ad “S” fino all’angolo in basso a destra della finestra. Oppure se preferisci inizia a pulire la finestra dall’angolo superiore sinistro e trascina la spugna in linea retta verso il basso. Usa la pelle di daino o un panno asciutto per rimuovere l’acqua in eccesso dal tergivetri e comincia a pulire la striscia successiva fino a raggiungere il lato destro della finestra. Non dimenticare di asciugare il tergivetri con la pelle di daino o un panno asciutto finito ogni tratto, altrimenti rimarranno delle linee visibili sul vetro. Asciuga il telaio delle finestre. Dopo aver pulito i vetri, asciuga le finestre usando la pelle di daino o un panno asciutto.

Pulire il Lato Interno
Metti insieme tutta la tua attrezzatura. Riempi un secchio o un lavello con acqua calda. Aggiungi una piccola quantità del detergente di tua scelta. Stendi un asciugamano sul pavimento prima di iniziare a pulire le finestre. Spolvera il telaio delle finestre usando uno spolverino o un panno vecchio. Pulisci il telaio delle finestre con una spugna bagnata. Immergi la spugna in acqua. Inizia a pulire le finestre usando uno dei seguenti metodi:

  • Inizia dall’alto a sinistra e muoviti ad “S” verso il basso fino a raggiungere l’angolo in basso a destra della finestra oppure se preferisci inizia a pulire il vetro dall’angolo in alto a sinistra e muovi la spugna in linea retta verso il basso. Poi, usando un tergivetri, fai dei movimenti dall’alto verso il basso per rimuovere l’acqua. Spostati verso destra con dei movimenti consecutivi verso il basso. Usa la pelle di daino o un panno asciutto per rimuovere l’acqua in eccesso dal tergivetri e inizia a pulire la parte successiva fino a raggiungere il lato destro della finestra. Non dimenticare di asciugare il tergivetri con la pelle di daino o un panno asciutto dopo ogni tratto, altrimenti rimarranno delle linee visibili sul vetro. Asciuga il telaio delle finestre. Dopo aver pulito i vetri, asciuga le finestre usando la pelle di daino o un panno asciutto.
  • Prendi un secchio con acqua calda. L’acqua calda rimuove meglio sporco e incrostazioni rispetto all’acqua fredda, ma potrebbe far crepare il vetro se fuori fa freddo. Prendi una bottiglia di alcool. L’alcool è un ottimo detergente per pulire i vetri. L’alcool isopropilico è quello giusto da utilizzare. Non usare vino o altre sostanze contenenti alcool, e neppure l’isopropilico da solo.  Prendi della carta da cucina. Vuoi avere meno peletti possibile, quindi usa della carta da cucina senza peletti (o anche della carta igienica). Versa 1/4 di alcool in acqua. Lascia in ammollo per un minuto. Agita l’alcool per mescolarlo con l’acqua. Immergi metà del panno carta nel secchio.
    Pulisci il vetro a tratti verticali. Asciuga con un altro panno carta, allo stesso modo in cui hai pulito.

Consigli

  • Non usare il tergivetri sotto il sole diretto o lascerà delle strisce.
  • Puoi acquistare attrezzatura apposita per pulire le finestre in un qualsiasi negozio di bricolage.
  • Se rimangono delle piccole goccioline intorno ai bordi dopo aver passato il tergivetri, sollevali delicatamente con un panno asciutto che non lascia peletti o con le dita pulite, ma non strofinarle in giro sulla parte appena pulita. Se sono molto vicine al bordo, potrebbe essere meglio ignorarle del tutto.
  • Quando si puliscono i vetri interni, è consigliabile usare un vecchio asciugamano sotto la finestra per raccogliere l’acqua che sgocciola.
  • Usa un detergente per vetri solo per i pannelli che sono troppo piccoli per il tergivetri, per gli oggetti delicati e i piccoli ritocchi.
  • Lava prima i vetri interni. Gli esterni sporcherebbero l’attrezzatura e l’acqua molto più in fretta.
  • Prova ad inclinare il tergivetri quando lo usi.
  • Puoi anche utilizzare dei vecchi giornali puliti. Lava il vetro come indicato precedentemente, poi usa un foglio accartocciato di giornale per asciugare il vetro finché non sarà asciutto completamente. Se il foglio di carta si bagna troppo, usane un altro finché non si asciuga. Questo eviterà la comparsa di qualsiasi segno. Usa dei guanti se preferisci evitare di macchiarti le mani di inchiostro.
  • Vale la pena acquistare un tergivetri professionale e di buona qualità. Pochi soldi in più all’inizio ti faranno risparmiare tempo e frustrazione. Misura la tua finestra più piccola e prendi il più largo tergivetri che ci sta. Ricordati che c’è un lato asciutto e uno bagnato sul tergivetri. Se l’acqua gocciola dall’alto del tergivetri, strizza semplicemente un po’ la spugna gocciolante. Aiuta asciugare il tergivetri di tanto in tanto.

Avvertenze

  • Il materiale abrasivo su alcune spugne potrebbe graffiare il vetro.
  • Quando è possibile, usa un manico estendibile per raggiungere le finestre più alte rimanendo con i piedi sul pavimento. Inoltre, scopri se le ante delle finestre si estraggono o si ripiegano per essere pulite. Se devi usare una scala, usala con cautela e fai attenzione a non stirarti troppo.

Cose che ti Serviranno

  • Una spugna (naturale)
  • Un tergivetri
  • Una pelle di daino
  • Un secchio/lavandino
  • Una scala (facoltativa)
  • Una vecchia scopa (facoltativa)
  • Carta da cucina (facoltativa)
  • Una pompa per l’acqua (facoltativa)
  • Stracci
  • Panni senza peletti
  • Giornale (facoltativo)
  • Un detersivo a tua scelta
  • Acqua calda
  • Tovaglia
  • Mocio
  • Spolverino
  • Alcol isopropilico (facoltativo)

La temperatura ideale

20 gradi é la temperatura ideale consigliata all’interno di un’abitazione. Ma in ogni stanza della propria casa si svolgono attivitá diverse; richiedono, per ognuna, una temperatura ideale differente. É importante ottimizzare il grado di calore dei locali in cui si svolge la nostra vita quotidiana, soprattutto per migliorare l’economia della casa ed il benessere personale: irritazioni cutanee, mal di testa e problemi respiratori, spesso sono accentuati, a volte provocati, dal cattivo uso dei caloriferi (troppo calore generato). Da considerare che stagioni, clima, umidità ed isolamento della casa, possono influire sulla percezione del freddo e del caldo, cambiando di 1, forse 2 gradi le temperature ideali degli ambienti, suggerite (evitate,quando possibile, gli sbalzi termici) di seguito:

1Soggiorno: l’unico locale in cui la temperatura puo’ essere mantenuta a 20 gradi. Qui si trascorre la maggior parte del tempo, quando siamo in casa. Soprattutto siamo spesso fermi e seduti, a volte sdraiati, su poltrone e divani. A volte sono proprio questi mobili ad impedire una diffusione adeguata del calore, perché accostati al termosifone. E’ consigliabile mantere una distanza di almeno 60 cm tra poltrona, divano e calorifero, per ottimizzare la loro rendita ed impedire gli sprechi (quando non si raggiunge la temperatura ideale, si tende a far lavorare di piú la caldaia, alzando la temperatura per non sentire freddo).

Cucina: generalmente questa stanza é sempre piu calda delle altre: la presenza di forno e fornelli contribuisce ad alzare la temperatura. Mentre si cucina, vapore e piano cottura acceso fanno aumentare, rapidamente, la sensazione di calore. Per questo motivo 18 gradi, a volte anche 16, é la temperatura da mantenere in questo locale: contribuirà a rendere l’ambiente confortevole, non troppo caldo ed a ridurre inutili sprechi. Preferibile far posizionare il piano cottura ad una distanza di almeno 50 cm dal termosifone.

Bagno di mattina e sera: di mattina, è il locale che dovrebbe essere più caldo. Una temperatura di 22 gradi sarebbe l’ideale: permette di lavarsi e farsi la doccia senza rischiare di raffreddarsi. La sera, prima di andare a letto, la temperatura dovrebbe essere la stessa, soprattutto se l’abitazione è rimasta vuota per tutto il giorno. In queste fasce orarie si deve garantire una temperatura di 2 gradi superiore alla media e più alta rispetto al corso della giornata. Ricordarsi sempre di far arieggiare per qualche minuto la stanza da bagno, per evitare l’incidenza dell’umidità (l’ideale sarebbe mantenere l’umidità al 35%).

Bagno ore centrali: La temperatura di 20 gradi sarebbe l’ideale. A volte anche 18. Sono le ore più calde e la presenza dei vapori della doccia puo’ rendere l’ambiente soffocante. Sarebbe utile ventilare un po’ l’ambiente, prima di lavarsi, evitando sbalzi di temperatura eccessivi.

Camera da letto: 16 gradi è la temperatura ideale. Puo’ anche scendere a 15, se le condizioni ambientali sono ottimali. Deve essere la stanza piú fresca perché qui si dorme e devono esserci le condizioni giuste per respirare bene e per far dissipare il calore al nostro corpo nel modo piú omogeneo e naturale. In più, dormire a temperatura ottimale aiuta a tonificare tutte le funzioni dell’organismo. Il letto dovrebbe essere sistemato al almeno 80 cm dal calorifero; comunque lontano dalla persona che dorme. Ricordatevi sempre di arieggiare la stanza per qualche minuto, mantenendo un’umidità del 45-50% (troppo bassa porta alla secchezza di mucose e pelle, troppo alta a formazione di muffe, che infastidiscono le vie respiratorie).

Camera dei bambini: vale lo stesso discorso fatto per la Camera da Letto. Ma i bambini, durante il giorno, studiano e giocano nella loro stanza. In questo caso, considerando che l’ambiente non è utilizzato per le sue funzioni abituali, la temperatura ideale dovrebbe essere di 18 gradi.

Ingressi e Corridoi: sono semplicemente delle aree di passaggio. Non sono stanze dove si trascorre la giornata. Sono disimpegni che spesso disperdono molto calore. La temperatura ideale, da mantenere il più possibile costante, è di 18 gradi.

Come preparare un bagno rilassante

Trova il tempo di fare un bagno rilassante per ridurre lo stress e sentirti meglio con te stesso! Un bagno caldo è estremamente efficace per distendere i nervi. Fa bene sia al corpo che alla mente!

stockvault-stone-tower1353061 – Fai una doccia prima di immergerti nella vasca. In questo modo, non avrai la sensazione di fare un bagno in acqua sporca.

2 – Assicurati che il bagno sia ben caldo e pulito, così sarai completamente a tuo agio.

3  – Potresti fare un bagno a tema, con prodotti alla lavanda per conciliare il sonno. Cerca di evitare profumazioni artificiali e fragranze che non hanno proprietà rilassanti o che potrebbero irritare la pelle.

4 – L’acqua non deve essere né troppo calda né troppo fredda. Il calore eccessivo potrebbe causarti giramenti di testa, mentre il freddo non sarebbe piacevole e potresti ammalarti.

5 – Prepara degli asciugamani morbidi, possibilmente di cotone, oltre a qualcosa da indossare dopo il bagno; sistema anche delle candele per creare un’atmosfera rilassante con una luce tenue e gradevole. Evita le candele profumate e appoggiale in un punto in cui non potrebbero causare un incendio, così non dovrai preoccupartene durante questo momento di relax. Lascia a portata di mano gli asciugamani e i vestiti.

6 – Durante il bagno, appoggia la testa su un cuscino gonfiabile impermeabile per riposare il collo. Sono reperibili in qualsiasi profumeria. Se scivolasse troppo, potresti usare semplicemente un asciugamano arrotolato. Funzionerà benissimo.

7 – Ascolta le tue canzoni preferite durante il bagno. Però non tenere apparecchi elettrici (per es. una radio) nelle vicinanze della vasca per evitare che cadano nell’acqua.

8 – Prepara il piatto o la bibita che preferisci, lasciandoli a portata di mano.Scegli un posto sicuro, che non sia troppo vicino alla vasca, per evitare che cada tutto nell’acqua.

bubbles9 – Versa nell’acqua circa 8 gocce dell’olio essenziale che preferisci. Si sa che la lavanda favorisce il sonno, mentre l’olio di rosa ha una fragranza dolce e rilassante come quella del geranio. La vaniglia è sempre un’ottima scelta essendo rilassante e poco costosa.

10 – Se hai i capelli lunghi, legali.

11 – Entra nella vasca facendo attenzione a non scivolare e abbandonati nell’acqua calda, rilassandoti. Puoi appoggiare un panno ghiacciato sugli occhi mentre ti riposi per eliminare il gonfiore, oppure delle fette fredde di cetriolo.

12 – Se preferisci, bagna il viso e applica una maschera di bellezza, poi stenditi e rilassati per tutto il tempo che vuoi. Dopo, ricorda di lavare bene il viso per togliere la maschera.

13 – Quando avrai finito di rilassarti, usa una salvietta di cotone per lavarti.

14 – Quando esci dalla vasca, asciugati e poi usa una crema o una lozione idratante. Il burro di cacao è conveniente, facilmente reperibile e nutre a fondo la pelle.

15 – Per completare l’effetto rilassante, bevi una tazza di tè dopo il bagno. Se non ti piace, scegli una bevanda calda a piacere, a patto che non contenga caffeina.

16 – A questo punto, vai a letto presto, leggi un buon libro, guarda la televisione o qualsiasi altra cosa ti rilassi! 

Come utilizzare al meglio l’impianto Fotovoltaico

Realizzare un impianto fotovoltaico e sfruttarlo al meglio con alcuni accorgimenti garantisce sicuri benefici economici.
Ecco come ottenere il massimo vantaggio dalla realizzazione di un impianto fotovoltaico. A livello individuale, il fotovoltaico permette di ottenere significativi risparmi come conseguenza dell’autoproduzione di energia pulita per i propri consumi. L’autoconsumo in sito è infatti l’elemento di maggiore risparmio, e questo vale per ogni installazione. Questo vale sia a livello “domestico”, per gli impianti residenziali, sia a livello “industriale” o agricolo, per gli impianti realizzati, per esempio, sui tetti di imprese, aziende, serre, capannoni, allevamenti, ecc…

recycleCome ottenere il massimo da un impianto fotovoltaico

Il concetto è semplice e chiaro: l’autoconsumo dell’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico è il fattore che permette di ottenere i maggiori benefici economici. Perchè?

Autoconsumando parte o tutta dell’energia auto-prodotta gli utenti possono arrivare quasi ad azzerare la bolletta energetica, magari anche attraverso l’ausilio di adeguati sistemi di accumulo dell’energia prodotta (batterie).

Massimizzando l’autoconsumo in sito, si riescono a massimizzare i benefici economici dell’impianto fotovoltaico, accorciando i tempi di rientro dall’investimento. L’autoconsumo, infatti, riducendo o azzerando la bolletta elettrica, permette di utilizzare l’energia autoprodotta senza tutte le spese e gli oneri addebitati nelle bollette elettriche.

Una nota importante, che non sempre è chiara ed è a volte fonte di ambiguità. Per autoconsumo si intende autoconsumo “in sito”, o meglio: autoconsumo istantaneo. Cioè: autoconsumo nel momento stesso della produzione. Tutto ciò che non viene immediatamente consumato, viene immesso in rete e valorizzato (con la tariffa omnicomprensiva del conto energia, col meccanismo dello scambio sul posto oppure con la vendita alla rete).

La migliore forma di valorizzazione dell’energia prodotta dal tuo impianto fotovoltaico è l’autoconsumo istantaneo, perchè ti permette di utilizzare energia senza pagare tutti gli oneri in più associati alle bollette elettriche.

Come massimizzare l’autoconsumo?

green_light_bulbCi sono due modi:
1° – il primo è utilizzare energia elettrica nei momenti di produzione dell’impianto fotovoltaico. A tal proposito esistono dei dispositivi domotici che permettono di aumentare in automatico la quota di autoconsumo. Ad es.: fanno partire elettrodomestici o altre apparecchiature elettriche nei momenti in cui dall’impianto esce l’energia sufficiente a farli funzionare. Così, per esempio, una volta programmata, la lavatrice entrerà in funzione nel momento in cui il sole produrrà corrente elettrica sufficiente a farla funzionare.

2° – il secondo è utilizzare dei sistemi di accumulo di energia: batterie. Con delle batterie opportunamente dimensionate si può accumulare elettricità nei momenti di produzione e riutilizzare questa energia al momento del bisogno, senza doverla prelevare dalla rete elettrica. Senza doverla acquistare in bolletta.
Qui il punto critico, per ora, è il costo.

Dunque, come ottenere il massimo vantaggio economico da un impianto fotovoltaico? Attraverso la massimizzazione dell’autoconsumo “istantaneo”, cioè cercando di traslare per quanto possibile i propri consumi energetici nei momenti in cui l’impianto fotovoltaico è in grado di fornire l’energia elettrica necessaria.